gioielli fatti con amore per chi ama gli animali ..
Basta seguire le orme. Intervista a Chiara Berdin, ideatrice di Collezione I Cuccioli

Chiara-Berdin_profiloUna di quelle bambine che raccolgono ogni genere di cucciolo per portarselo a casa, da grande poi trova il grande amore in Telemaco e a lui dedica un gioiello, per indossare sempre un segno che lo ricordi. Nasce così il primo pezzo della collezione I Cuccioli di Chiara Berdin, un’idea che piace a tutti gli amanti di cani e gatti.

 

 

Come arrivi a definire la tua collezione?
I Cuccioli sono la sintesi di due passioni basilari della mia vita: quella per il gioiello, ereditata dalla mia famiglia di orafi, e quella per gli animali domestici. Sono stata una di quelle bambine che non riuscivano ad andare al mercato senza tornare a casa con un cucciolo. Una volta è toccato pure a tre pulcini, che abbiamo tenuto in giardino a lungo, assieme ai numerosi gatti. Tra tutti il mio preferito è senz’altro Telemaco, il gattone rosso che ancora sta con me: è stato lui ad ispirarmi un bisogno, quello di indossare un segno del mio amore per lui, e poi l’idea di un gioiello che ricordasse il gatto. Ho cercato in giro qualcosa che mi piacesse, senza trovarlo, e così mi sono decisa a farmelo da me. Con mio fratello ho continuato la tradizione di famiglia, dedicandomi all’argenteria. Nasce così il primo anello con le zampine, ancora il più gettonato della collezione. L’ho disegnato e realizzato in una quindicina di esemplari da regalare alle amiche. Non immaginavo tanto successo. Dall’entusiasmo che ha subito suscitato nella mia cerchia, ho sviluppato la mia idea di business, ho iniziato a comunicarlo su Facebook, ma sempre per gioco. Pareva più un mio sfizio e, devo dire, nessuno credeva al business che volevo avviare.

Chiara-Berdin_2Oggi I Cuccioli si vendono online e sono molto “social”. Quanto conta questo aspetto?
L’intera collezione nasce e cresce grazie ai social network, che sono uno strumento di ascolto del mercato davvero impareggiabile. Sono le persone che mi dicono cosa vorrebbero, esprimono i loro desideri ed io li trasformo in nuovi oggetti. Sembra elementare: si chiede alle persone cosa desiderano e poi lo si propone. Si faceva anche una volta, ma era tutto mediato (dai negozianti, dai commessi) e il produttore di gioielli poteva avere solo un’idea approssimativa dei desideri dei clienti. Oggi puoi chiedere direttamente al tuo pubblico e io lo faccio sempre, per sapere se un’idea piace, o quali sono le preferenze per forme e colori. Nasce così, ad esempio, la parure “Infinito amore”: una signora mi ha chiesto di pensare a qualcosa per ricordare il suo animale che non c’era più, e allora ho unito il segno dell’infinito con le classiche zampine (che non mancano mai). Naturalmente arrivano anche i feedback, perché con i clienti si crea un vero dialogo: è il momento più bello, quando ricevo le foto della cliente che indossa il gioiello e accarezza il proprio animale. Si capisce che il cerchio si è chiuso, che tutto ha acquistato senso per la persona. Senza Facebook il mio business non sarebbe quello che è: oggi la pagina dei Cuccioli ha 180mila fan, ed è il primo strumento per la diffusione del mio brand.

Da quanto è attivo il tuo progetto?
La collezione I Cuccioli ha tre anni, nata ufficialmente a gennaio 2013, dopo circa sette o otto mesi di programmazione e di test. L’idea di produrre un oggetto che diventasse un segno da indossare, qualcosa di significativo e identificativo, senza essere un tatuaggio, era troppo forte in me. Era un’esigenza mia, e poi ho scoperto che veniva condivisa da molti.
Il progetto è davvero tutto mio (per questo la società che ho fondato si chiama Chiaramente): disegno a mano ogni gioiello, mi occupo del marketing studiando anche il packaging e il servizio al cliente, fondamentale in un business online. Ogni gioiello poi viene realizzato da artigiani della zona con il metodo della fusione a cera persa. Viene tutto fatto a mano, la cera, la fusione, la galvanica: sono gioielli in argento interamente artigianali. (vedi il video)
Ho scelto l’argento perché è il mio metallo prezioso preferito, anche se è difficile da lavorare. A parte essere anallergico e antibatterico, è il metallo associato alla luna, all’universo femminile, mi ricorda quel sesto senso che ci lega al nostro animale.Chiara Berdin_3

Che aspettative hai per il futuro?
La mia collezione è già oltre ogni aspettativa. Quando l’ho lanciata pensavo che le persone se ne sarebbero stancate presto e invece direi che non è così. Stiamo crescendo ancora e finora non vedo proposte davvero concorrenti, aumenta il lavoro in ufficio (anche oltre il periodo natalizio, quando letteralmente esplode) e per questo sto cercando altri collaboratori fissi.

Dobbiamo saper creare e cogliere le occasioni, e seguire ciò che ci dà entusiasmo.

Come vedi il mondo del lavoro?
Oggi è davvero necessario sapersi ingegnare. Se 20 anni fa l’obiettivo era un lavoro, possibilmente “fisso”, oggi questo non esiste più. Dobbiamo innanzitutto essere consapevoli di questo e poi continuare ad arricchirci personalmente e professionalmente, proprio in virtù del continuo divenire delle cose, del mondo e del lavoro. Dobbiamo saper creare e cogliere le occasioni, e seguire ciò che ci dà entusiasmo.
Nel mio caso, mai avrei pensato che il mio lavoro sarebbe diventato quello di promozione del prodotto: per questo mi preparo, studio, mi metto alla prova. Secondo me si devono tentare molte strade per trovare quella che ci appassiona davvero, sperimentare e vedere dove portano. Il mondo va veloce.

C’entrano fato o destino?
Hai presente la lezione di Steve Jobs, quella che dice che alla fine ci si volta indietro e si vede che tutta la propria vita ci ha portato dove siamo adesso? Ecco, oggi mi sento di aver “unito i puntini”, la collezione I Cuccioli è davvero il sunto delle mie passioni, la quadratura del cerchio tra comunicazione, grafica, gioielleria e animali. Io sono tutto questo. Poi, devo dire che ci vuole tanta forza di volontà, che le cose non arrivano magicamente, e a volte nemmeno semplicemente. Io sono stata molto contrastata sull’idea, tutti a dirmi che il mercato italiano non era pronto per la vendita di gioielli online, che non era il momento buono per iniziare un business. Questi freni sono il segno di un mondo in crisi, che deve acquistare versatilità, fluidità, che per me sono caratteri tipicamente del femminile. In fin dei conti, mi sono inserita nel mercato degli accessori, che è fiorente, e in più con un’idea originale. I limiti più grandi sono quelli che crea la nostra mente.

.